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La Fotoprotezione: come proteggersi dal sole e dal rischio di tumori cutanei

La Fotoprotezione: come proteggersi dal sole e dal rischio di tumori cutanei


Guest article
Dott. Castelli

Unità Operativa: Dermatologia

La luce solare è composta da radiazioni UVA e UVB che possono provocare gravi danni alla pelle. Non sono solo le persone con una carnagione chiara, i bambini o coloro che hanno molti nei a doversi proteggere con attenzione dal sole: anche se i filtri solari riducono il rischio di sviluppare carcinomi e melanomi infatti, non sono in grado di eliminarlo completamente.

Il Dott. Franco Castelli, Responsabile dell’unità Operativa di Dermatologia dell’Ospedale Koelliker, ci racconta come proteggerci dai raggi UV in modo efficace, attraverso alcuni accorgimenti che assicurano un’esposizione al sole in sicurezza.

La luce solare è il fattore ambientale maggiormente coinvolto nella genesi dei tumori cutanei.

Con larrivo della bella stagione bisogna ripensare a come proteggersi da un’eccessiva esposizione solare. I dati epidemiologici evidenziano in maniera inequivocabile che la luce solare è il fattore ambientale maggiormente coinvolto nella genesi dei tumori cutanei.

Le persone che hanno un fototipo chiaro, quelle che hanno molti nei sulla pelle o nei di aspetto irregolare, e quelle che hanno già sviluppato in precedenza un tumore cutaneo devono proteggersi dal sole in maniera rigorosa. 

La luce solare è un miscuglio di radiazioni: tra queste le più importanti per la pelle sono i raggi Ultravioletti A (UVA) e i raggi Ultravioletti B (UVB).  Gli UVB rappresentano solo il 5% dei raggi che giungono sulla terra, ma sono la causa dell80% dei danni alla cute. 

I danni da UV riguardano la formazione di tumori cutanei (UVB soprattutto) e linvecchiamento della pelle (UVA soprattutto). 

La quantità di Ultravioletti B che raggiunge la cute dipende da molti fattori: la stagione (massima a luglio per il nostro clima), la latitudine geografica (massima sotto i tropici), lora della giornata (massima tra le 11.00 e le 14.00), laltitudine (ogni 300 metri c’è un aumento del 4%, rispetto al livello del mare, che supera il 20% a 1500 metri di altezza). Invece gli UVA arrivano costantemente, in ogni momento della giornata. 

È importante anche la riflessione sugli Ultravioletti: è massima sulla neve (85%) e significativa sull’acqua (5%).  

Limmediato danno da sole consiste nelleritema solare, un arrossamento che compare dopo poche ore ed è massimo dopo 24 ore dallesposizione. Leritema è determinato maggiormente dagli UVB, che sono 1000 volte più forti degli UVA. Le persone con la carnagione chiara sono le più sensibili.  

Oggi è dimostrato che le ustioni in età infantile predispongono ladulto al melanoma, per cui è necessario proteggere i bambini dalleccessiva esposizione solare. Ustioni solari ripetute nelladulto e uneccessiva esposizione al sole, che dipende dal tipo di pelle, favoriscono la formazione di carcinomi cutanei. Il melanoma sembra derivare da esposizioni intermittenti di una cute impreparata al sole. 

Quali sono gli strumenti che abbiamo per proteggerci? 

  • Indossare tessuti che proteggano dagli Ultravioletti. Negli ultimi anni sono entrati nel mercato i tessuti UV-proof, a protezione Ultravioletta, che a seconda del tipo di fibra, della compattezza della trama e del colore, danno una protezione contro gli UV espressa in numeri (il massimo è 50). La protezione data dai jeans e dalle calze oltre i 40 denari è ottima. È opportuno indossare magliette UV_proof (T-shirts) e portare cappelli a tesa larga (almeno 7,5 cm) che proteggano il viso, la nuca e il collo. Gli occhi vanno protetti con lenti di buona qualità: non basta che siano scure, in quanto la bassa qualità può provocare ugualmente danni oculari. 
  • Evitare, se possibile, le ore centrali della giornata. 
  • Utilizzare filtri solari di buona qualità, meglio se acquistati in farmacia. È meglio scegliere creme ed emulsioni a discapito di spray solari, che proteggono in modo disomogeneo. Lefficacia della protezione ha una durata di due ore, va riapplicata durante tutta la giornata. Gli Ultravioletti filtrano anche attraverso le nuvole, pertanto i filtri solari vanno usati anche con cielo nuvoloso. Dopo il bagno il filtro va riapplicato.  Il filtro solare ideale serve a proteggere sia dagli UVB che dagli UVA. 
  • Assumere integratori specifici di sostanze antiradicaliche come vitamina E, vitamina C, ubichinone, licopene, etc. 

 Alcune categorie di pazienti, come i bambini o i malati di psoriasi, devono seguire ulteriori indicazioni. Per quanto riguarda la fotoprotezione dei bambini, che richiede particolari attenzioni, bisogna considerare che nelle aree temperate o subtropicali essi trascorrono allaperto molto più tempo rispetto agli adulti, entrando e uscendo dallacqua e sudando, perdendo così la protezione solare. Inoltre, i bambini condividono le cattive abitudini degli adulti (viaggi in aree ad alta insolazione, esposizioni saltuarie ed intense) e questo causa sovraesposizioni.  

In merito ai malati di psoriasi, sappiamo che lelioterapia (esposizione solare) è di norma vantaggiosa, ma bisogna considerare alcune limitazioni. Forme di eruzione estesa con eritema sono irritabili e possono subire peggioramenti significativi: per cui i pazienti che assumono farmaci fotosensibilizzanti (alcuni anti-ipertensivi, antibiotici, antinfiammatori) possono danneggiare gravemente la propria cute al sole. Non tutte le persone afflitte da psoriasi quindi hanno beneficio dallesposizione solare.  

In conclusione, è importante capire che con alcune semplici regole ci si può esporre al sole in modo sano e con pochi rischi. Il miglior sistema protettivo per la nostra pelle è il buon senso: labbronzatura non è un obbligo, ma spesso unabitudine legata a una moda dannosa. 

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