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Dott. Alberto Scattolin: la rinoplastica tra estetica e funzionalità

Dott. Alberto Scattolin: la rinoplastica tra estetica e funzionalità


Medico chirurgo, specialista in Otorinolaringoiatria e Patolgia Cervico-Facciale e direttore del Centro Studi Micheli-Pellegrini di Firenze, Il Dott. Alberto Scattolin è da anni un punto di riferimento a livello nazionale per tutto ciò che riguarda la Chirurgia Estetica, Funzionale e Ricostruttiva del naso.

In occasione di un intervento presso l’Ospedale Koelliker e in vista dell'Open Day "Naso Ribelle" del prossimo 10 novembre che lo vedrà protagonista, ha risposto per noi ad alcune domande e curiosità, raccontandoci come è cambiato il campo e l’offerta della chirurgia estetica del naso in Italia e il ruolo del chirurgo oggi.

Chirurgia Estetica, Funzionale e Ricostruttiva del naso all'Ospedale Koelliker

Tutte le statistiche, ripresa periodicamente da stampa e giornali, mostrano un incremento di interventi di chirurgia estetica nel nostro Paese. Come si deve porre il chirurgo rispetto a questo fenomeno?

La chirurgia plastica non deve essere una mera opportunità economica per il chirurgo. Il paziente che si guarda allo specchio e non si piace è in una certa misura dismorfofobico, esprime un disagio legato al proprio aspetto, disagio che gli impedisce di vivere serenamente. Ognuno di noi la mattina si trucca, si veste, si cambia per confrontarsi con la gente sentendosi più sicuro. Il mio compito è capire se con rinoplastica estetica io possa essere in grado di risolvere il disagio di una persona, accompagnandola in un percorso comune che la porti un giorno a sentirsi meglio con se stessa, appunto, più sicura. Chiaro che devo, a quel punto, offrirgli un prodotto di qualità. E questo apre un altro capitolo.

Infatti. Dalla “domanda” all’”offerta”: come valuta, alla luce della sua lunga esperienza, l’offerta nel campo della rinoplastica in Italia?

Nel nostro Paese la chirurgia plastica è spesso operata da medici che “fanno di tutto un po’’. Io faccio parte di un gruppo di specialisti che da anni sostiene che un certo atto chirurgico debba essere eseguito da chi lo sa fare.  Il “tuttologo” oggi è una figura obsoleta, superata, in questo come in altri campi della medicina: se un paziente ha un problema alla spalla oggi va da un medico che è il migliore nel trattamento della spalla, se ha un problema al ginocchio si rivolgerà a quello specializzato nella cura del ginocchio. La gente cerca ormai lo specialista, in qualunque ambiente e settore. Lo stesso principio dovrebbe essere applicato alla chirurgia plastica: si rivendica in questo caso il ruolo dell’Otorinolaringoiatra e non del Chirurgo Plastico come protagonista della chirurgia del naso. In altri paesi esiste la figura del Facial Plastic Surgeon, un professionista che si occupa esclusivamente del viso e quindi del naso. La questione fondamentale è la trasmissione della conoscenza.

In questo senso porta avanti la sua attività di Direttore del Centro Studi Valerio Micheli-Pellegrini, la scuola dedicata alla Chirurgia ricostruttiva rino cervico facciale?

Precisamente. Considero la trasmissione del sapere come un punto cardine della professione medica, indispensabile per offrire al paziente un risultato di qualità. Per un chirurgo trovare un maestro che sia capace e disponibile a insegnare è fondamentale: quella del maestro, che nel mio caso è stato il Prof. Micheli-Pellegrini, è una figura antica che appartiene a qualunque cultura. Naturalmente  chi vuole insegnare deve trovare chi vuole imparare. Maestro e allievo, un binomio imprescindibile. Nasce una reciprocità che determina la trasmissione del sapere ed il sapere in una sala operatoria è imprescindibile. La conoscenza del chirurgo si trasferisce positivamente sul malato, per un obbligo etico e deontologico che non andrebbe mai disatteso.

Come chirurgo si occupa spesso di rinoplastiche di revisione, ovvero di interventi su pazienti già in precedenza operati.

Il chirurgo privo di un bagaglio di conoscenza adeguato è spesso responsabile di un risultato non soddisfacente, motivo che rende necessario l’intervento di revisione. Il binomio è relativamente semplice: tanta incompetenza, tante revisioni. Di rinoplastiche di revisione prima se ne vedevano poche: solo un numero ristretto di specialisti eseguiva rinoplastiche, acquisendo una grande competenza ed esperienza, commettendo quindi ben pochi errori. Oggi la realtà è molto diversa: aumenta la domanda, aumenta di conseguenza l’offerta. Questo finisce per impedire molte volte la possibilità di maturare esperienza, si finisce appunto per fare di tutto un po’ e questo può determinare un risultato non soddisfacente. Oggi ci si deve confrontare con pazienti operati spesso più di una volta, quindi con problemi a volte difficili da risolvere, problemi chirurgici e psicologici.

Cosa determina la necessità, per un paziente, di sottoporsi a un secondo intervento di rinoplastica estetica al naso?

La revisione è determinata da due possibili problemi. Il primo è strettamente tecnico: un risultato non soddisfacente dal punto di vista funzionale e/o estetico. Ma può anche essere di diversa natura, ovvero legato ad una soggettiva insoddisfazione rispetto al risultato ottenuto. Nel primo caso spesso sono pazienti delusi, amareggiati psicologicamente sofferenti, che hanno perso la fiducia nei confronti dei medici in generale. Pazienti che a causa di un intervento sbagliato hanno difficoltà a relazionarsi con l’esterno, vengono presi in giro, si chiudono in casa, e ciò nonostante non accettano di essere ri-operati, in molti casi l’unica via per riacquistare una normalità. Nel secondo caso sono pazienti che non si accontentano mai, che sono alla ricerca di una perfezione che la chirurgia non potrà mai garantire, alla ricerca di una immagine del proprio aspetto fisico che mai li soddisfa . Per questo la responsabilità del chirurgo plastico è sempre duplice: tecnica e psicologica.

Estetica e funzionalità sono due volti inscindibili della chirurgia plastica. Come lo spiega ai pazienti e come lo concilia conte loro richieste?

Tutte le parti anatomiche, salvo casi rari, hanno una funzione. Un seno può essere grande o piccolo, ma allatta; un orecchio può essere “a sventola”, ma deve udire. Un discorso che vale in particolare per il naso. Faccio spesso per i miei pazienti il paragone con la tenda canadese: sta in piedi perché ha tre pali che tengono i teli in tensione. È un triangolo, proprio come la punta nasale: se mancano i pali i teli sono flosci e si ha un collasso delle pareti laterali. Quindi per il recupero della normalità l’elemento estetico non può prescindere da quello funzionale e viceversa. Qualcuno ha detto che con la rinoplastica estetica gli Otorini “escono dal buio delle fosse nasali alla luce del sole”. Una battuta certo, ma che è assolutamente vera: un naso che respira bene deve continuare a farlo anche dopo l’intervento, un naso che respira male potrà diventare più gradevole, più carino ed estetico, ma dovrà anche respirare meglio. E per questo che la competenza dell’Otorino è completa.

Sono in tanti ad aver considerato, almeno una volta nella vita, di “rifarsi il naso” usando un’espressione popolare. Lei quando consiglia di procedere con l’intervento?

Non lo consiglio mai. Non sta a me consigliare: il mio compito è spiegare in cosa consiste un intervento e mostrare quale sarà il risultato attraverso il foto ritocco. Devo fornire al paziente gli strumenti adeguati per capire se vuol davvero procedere con l’operazione, magari con esempi che siano facilmente comprensibili, in grado di aiutare a capire se le sue siano aspettative realistiche e realizzabili. Ma è il paziente che deve prendere la decisione. Ovviamente, ci sono casi in cui posso suggerire una rinoplastica con finalità funzionale se la persona respira male. Capita spesso che i pazienti mi chiedano cosa ne penso, ma la risposta devono trovarla in se stessi.

Parlava di aspettative non veritiere da parte dei pazienti, probabilmente alimentate da informazioni o immagini ingannevoli diffuse attraverso Internet. Le capita spesso che un potenziale paziente arrivi alla prima visita con la foto di un’altra persona, magari un personaggio famoso?

A volte, si. Ma è sempre meglio non proseguire con questo tipo di paziente. Normalmente chi lo fa non guarda il naso, ma il personaggio. A tutti i miei pazienti dico sempre che avranno il miglior naso per il loro viso. È importante non standardizzare il risultato, cercando di “copiare” i lineamenti di qualche volto famoso, perché il fascino del naso sta anche nella sua particolarità. La rinoplastica non è difficile da fare, ma difficile da fare bene. E “fare bene“ significa anche cercare di non ottenere risultati tutti uguali. Il chirurgo deve venire incontro ai desideri del paziente, il paziente deve accettare i limiti della chirurgia, entrambi dovrebbero trovarsi in accordo nel cercare un risultato che risulti il meno chirurgico possibile. Anche perché giocare con il foto ritocco è facile, realizzare l’obbiettivo non è né facile, né sempre possibile.

Qual è, secondo la sua esperienza, la percentuale dei pazienti soddisfatti del risultato della rinoplastica estetica?

Se li accompagni con sensibilità e coscienza in questo percorso di cambiamento, in linea di massima tutti. Io Medico devo, insieme a questi che sono pazienti e non clienti, capire se l’intervento darà loro quello che si aspettano, o se dietro alla loro richiesta ci siano incertezze o problemi relazionali, che non possono essere risolti con un “nuovo naso”. È poi importante far capire e far accettare al paziente che i risultati non saranno mai perfetti. Non saremo mai in grado di ottenere un naso geometricamente perfetto, è impossibile, faremo invece un naso che sarà perfettamente inserito nel viso. Consiglio sempre ai miei pazienti, dopo la prima visita, di scegliermi solo se sia nata una  una empatia tra noi. Al chirurgo estetico si affida il proprio volto, l’espressività, la trasmissione dei sentimenti. Come diceva sempre il mio maestro, ai pazienti bisogna voler prima di tutto bene.

Un’ultima domanda, o meglio, una curiosità: in Internet circolano ultimamente diversi articoli e pubblicità che promuovono interventi di rinoplastica estetica al naso con l’utilizzo di filler. Cosa pensa di questa pratica?

Chi fa questo tipo di operazione è perché non sa fare quella tradizionale. I contro di questa tecnica sono molti, a partire dal risultato: il filler anzitutto aggiunge volume, il rischio è quindi quello di ritrovarsi con un naso più grande. L’effetto, inoltre, non è permanente, e la sostanza può causare anche problemi necrosi cutanea. Sono in molti a pensare che possa essere una soluzione meno invasiva e con meno rischi, ma non è così: le complicazioni sono frequenti, e il risultato non definitivo e raramente del tutto soddisfacente.

In occasione dell’Open Day “Naso Ribelle e Naso Bello” del prossimo 10 novembre, il Dott. Alberto Scattolin sarà, insieme ai Medici Specialisti dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Koelliker, a disposizione dei pazienti per una giornata interamente dedicata al benessere del naso.

Oltre a offrire il proprio contributo sul tema della Chirurgia Estetica del naso dal punto di vista morfofunzionale, il Dott. Scattolin visiterà gratuitamente  i pazienti interessati a sottoporsi a un intervento fornendo loro un progetto completo di ricostruzione estetico-funzionale.

 

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