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Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica

Rinoplastica


Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica
Cos’è?

Il termine deriva dal greco RHINOS (naso) e PLAZEIN (modificare). È l’intervento di Chirurgia Plastica per eccellenza che unisce modificazioni morfologiche notevoli alla completa assenza di cicatrici visibili e di segni esterni. Se il chirurgo padroneggia le numerose tecniche esistenti è in grado di differenziare ogni risultato e può esprimersi in pieno accordo con le aspettative del paziente.
Pertanto accordandola tecnica al viso del paziente, a situazione stabilizzata, il risultato può essere perfettamente naturale.

Perché si fa?
  • per correggere grandi o piccoli difetti del naso che creano disagio o semplicemente non piacciono alla persona come un naso molto aquilino, un naso torto, bulboso, a sella, largo, ecc.
  • per migliorare l’armonia di un viso
  • per modificare gli esiti di traumi o incidenti
  • per modificare esiti insoddisfacenti di precedente rinoplastica
  • per motivi funzionali con difficoltà respiratoria associandola a una settoplastica conservativa
  • per correggere piccoli difetti anche solo di una porzione del naso Minirinoplastica. Ne consegue che la rinoplastica è un intervento che deve essere personalizzato e mai standardizzato applicando la stessa tecnica a tutti i pazienti.
Come ci si prepara?

È necessario sottoporsi ad una visita nella quale si pongono tutte le domande del caso, informando il chirurgo circa eventuali assunzioni di farmaci. Il chirurgo può correggere alcune fotografie del profilo per mostrare quale sarà l’esito finale e le varie possibilità chirurgiche per la correzione del naso del paziente. Questo passaggio sarà utile al paziente per prepararlo al risultato finale e al chirurgo per avvicinarsi al progetto e familiarizzare con le aspettative del paziente. Si dovranno effettuare esami preoperatori e visita anestesiologica. Il giorno del ricovero ci si presenta digiuni, possibilmente senza trucco e senza oggetti di metallo.

Quale anestesia?

L’intervento sarà effettuato in neuroleptoanalgesia (solo in casi particolarmente complessi e con associati disturbi respiratori funzionali si effettuerà un’anestesia generale). Questo tipo di anestesia permetterà al paziente di non sentire e ricordare nulla (come in un’anestesia generale), ma con il vantaggio, per il chirurgo di un minore sanguinamento dovuto all’infiltrazione di un anestetico locale e quindi alla possibilità di evidenziare al meglio le strutture anatomiche da correggere e per il paziente, di avere minori ematomi post operatori e di beneficiare per alcune ore nel post operatorio dell’analgesia dell’anestesia locale.

Come si fa?

Le incisioni sono all’interno delle narici (quindi non visibili dall’esterno), suturate con punti riassorbibili (quindi non sono da togliere). Tutti i rimodellamenti delle cartilagini, per la parte inferiore del naso e le modificazioni ossee, per la parte superiore del naso, vengono effettuate dal chirurgo attraverso le narici moderatamente dilatate. A fine intervento vengono posizionate due garze vaselinate, una per narice, che verranno rimosse la mattina seguente, prima della dimissione. Sul dorso nasale verranno posizionati dei cerotti di carta e un archetto rigido di contenzione che verranno rimossi dopo una settimana durante il primo controllo post operatorio.

Quanto dura?

20 minuti per la sedazione e l’infiltrazione di anestesia locale. L’intervento un’ora e mezza o due a seconda della complessità del caso, 10 minuti la medicazione.

Dopo?

In camera il paziente verrà sistemato a letto in posizione semiseduta con una borsetta di ghiaccio sugli occhi. Alle dimissioni verrà prescritta una copertura antibiotica, una pomata endonasale e uno spray nasale. Nei giorni successivi all’intervento si dovrà evitare di bagnare la medicazione, di soffiare il naso, di fare sforzi, non ci si dovrà preoccupare di eventuali lividi alle palpebre e di un modesto edema del labbro superiore. Normalmente non sono necessari analgesici. Può essere normale che il naso goccioli più del solito.

I casi più complessi

Traumi ripetuti nella boxe, danni dopo incidenti, tumori, esiti di interventi per labbro leporino, esiti sfavorevoli di precedenti interventi di rinoplastica, gravi problemi di ostruzione delle vie nasali. In questi casi per l’allungamento dei tempi operatori e per la necessità di reperire innesti cartilaginei per la ricostruzione si preferisce l’anestesia generale e i tamponi verranno mantenuti 5/6 giorni.
Per evitare un ulteriore intervento di prelievo cartilagineo per gli innesti, dal 1991 (anno di pubblicazione di questa tecnica su AESTHETIC-PLASTIC-SURGERY) ho messo a punto una metodica che sfrutta ogni frammento cartilagineo reperibile durante la revisione chirurgica che, uniti alla colla di fibrina vengono rimodellati e inseriti a formare un nuovo dorso nasale.

Approfondimenti


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Specialisti

Responsabile: Dott. Cicerale D.

Medico: Dott. Michelini F.


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