Novembre è il mese blu: la prevenzione urologica riguarda uomini e donne

Novembre, conosciuto come mese blu o Movember, è dedicato alla prevenzione urologica e alla sensibilizzazione su temi che spesso restano poco discussi, nonostante riguardino milioni di persone. Sebbene Movember sia nato come campagna internazionale focalizzata sulla salute maschile, oggi l’attenzione si amplia: le patologie urologiche interessano infatti sia uomini sia donne, in tutte le fasce d’età.

Novembre è il mese blu: la prevenzione urologica riguarda uomini e donne

L’equipe di urologia dell’Ospedale Koelliker affronta questi temi da prospettive diverse, con un unico obiettivo: promuovere diagnosi precoce, stili di vita protettivi e percorsi di cura personalizzati.

«Fare prevenzione significa educare le persone a riconoscere i segnali del proprio corpo e intervenire prima che i sintomi diventino un problema serio» spiega il dottor Furio Cauda, responsabile dell’equipe di urologia del Koelliker. «Le patologie urologiche sono molto più diffuse di quanto si pensi e riguardano entrambi i sessi: infezioni urinarie, calcolosi renale, incontinenza, disturbi minzionali, tumori dell’apparato urinario. Non bisogna mai ignorare dolore, sangue nelle urine, difficoltà a urinare o episodi ricorrenti di cistite».

La prevenzione, in questo ambito, permette diagnosi precoci, riduce le complicanze e migliora significativamente la qualità della vita, soprattutto quando si tratta di patologie croniche o recidivanti.

Incontinenza urinaria

Tra i disturbi più sottovalutati c’è l’incontinenza urinaria, che può colpire sia uomini sia donne. «L’incontinenza non è mai “normale” – precisa il professor Roberto Carone, specialista in neurourologia e urologia funzionale –. Né dopo i 60 anni, né dopo una gravidanza, né dopo un intervento alla prostata. È un sintomo e non una conseguenza inevitabile dell’età». Le cause possono essere molteplici: indebolimento del pavimento pelvico, problemi prostatici, alterazioni ormonali, patologie neurologiche o esiti di interventi chirurgici. «Parlarne con il medico – continua lo specialista – permette di intercettare precocemente il problema. Oggi esistono percorsi personalizzati, dalla riabilitazione pelvica ai trattamenti mininvasivi, che migliorano in modo significativo la qualità di vita».

Salute della prostata

Sul fronte maschile, la salute prostatica gioca un ruolo centrale. «I disturbi prostatici aumentano con l’età – spiega il dottor Paolo Aveta –. L’ipertrofia benigna è molto comune dopo i 50 anni, mentre prostatiti e infiammazioni possono colpire anche i giovani. E non bisogna dimenticare il tumore della prostata, il più frequente tra gli uomini. Per questo consigliamo di iniziare i controlli tra i 45 e i 50 anni, anticipandoli in caso di familiarità». Informazione, controlli periodici e una valutazione specialistica tempestiva sono strumenti fondamentali per prevenire complicanze e garantire interventi mirati.

Il mese blu è l’occasione per ricordare quanto la salute urologica sia parte integrante del benessere generale. Ascoltare il proprio corpo, adottare stili di vita sani e rivolgersi allo specialista ai primi segnali sono passi semplici ma decisivi.

Lo specialista risponde

Che cos’è il varicocele e quanto e importante la diagnosi precoce?

Lo stile di vita influisce sui problemi urologici?

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