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Dott. Andrea Atzei: il futuro della Chirurgia di mano, polso e gomito

Dott. Andrea Atzei: il futuro della Chirurgia di mano, polso e gomito


Medico chirurgo, specialista in Ortopedia e Traumatologia, Chirurgia Plastica Ricostruttiva- Mini Invasiva, il Dott. Andrea Atzei è il Responsabile del nuovo Centro di Chirurgia della Mano Koelliker.

In occasione dell'Open Day "La salute di mano, polso e gomito" del prossimo 30 marzo, ha risposto per noi ad alcune domande e curiosità su un ambito della chirurgia spesso poco conosciuto dai pazienti, raccontandoci l'evoluzione tecnologica e le nuove tecniche impiegate nella cura e il trattamento delle diffuse patologie di mano, polso e gomito.

La cura e il trattamento di mano, polso e gomito.

La Chirurgia della Mano si occupa della cura e trattamento delle patologie di mano, polso e avambraccio. Ma in cosa consiste esattamente?

La Chirurgia della Mano è una branca specialistica dedicata alla cura dell’estremità dell’arto superiore. Si distingue dalle altre aree dell’ortopedia perché richiede competenze di diverse specialità chirurgiche, tra cui certo quelle della chirurgia ortopedica, ma anche neurochirurgica, artroscopica, microvascolare e plastica, che vengono impiegate nello stesso atto chirurgico da un unico professionista.

Cosa rende, in particolare le mani, diverse dalle altre articolazioni?

Le nostre mani servono a molti scopi: ci aiutano a mangiare, vestirci, scrivere, lavorare, fare sport, e persino a creare meravigliose opere d’arte. Per svolgere queste attività, i nervi devono trasmettere gli impulsi di movimento, raccogliere le sensazioni tattili, la pelle deve essere flessibile, ma anche robusta per sostenere la presa, le ossa devono essere solide, ma piccole e leggere, i legamenti articolari elastici e resistenti nel contempo. Tutte le componenti sono progettate per assolvere alle funzioni più sofisticate di cui è capace una mano. In qualche modo la chirurgia di questo “organo” ne rispecchia le caratteristiche interne: è estremamente articolata -prevede come detto competenze specifiche che interessano diverse aree – ed è precisa e delicata grazie a tecniche operatorie e strumentazioni dedicate.

Le patologie della mano sono comuni in ogni fascia di età e popolazione, eppure la Chirurgia della Mano è un’area specialistica poco conosciuta dai pazienti. Perché?

Come studioso e chirurgo che ha dedicato la sua vita allo studio della mano, del polso e dell’avambraccio, sono sempre sorpreso di sentire un paziente dire: “Non ho mai sentito parlare di un chirurgo della mano! Che cosa è?” Ecco, io credo che questo sia dovuto al fatto che le persone siano abituate a far curare le proprie mani dall’ortopedico o dal chirurgo plastico, a seconda della patologia o del trauma subito. Ma la chirurgia della mano richiede competenze specifiche che interessano al contempo pelle, ossa, articolazioni, tendini, vasi sanguigni e nervi periferici della regione che si estende dal gomito alla punta della dita, che necessitano la visone di un iperspecialista dell’area.

Inoltre, l’offerta ospedaliera del nostro Paese non offre molti centri altamente specializzati dedicati alla cura di mano, polso, né la formazione specifica adeguata. La mano viene operata spesso con la stessa strumentazione e le stesse tecniche utilizzate per spalla o ginocchio. Ma oggi il settore della Chirurgia della Mano è in forte espansione, grazie anche agli enormi progressi nella comprensione e nel trattamento delle condizioni delle mani e degli arti superiori fatti negli ultimi anni. 

Che tipo di formazione ha seguito per diventare un Chirurgo della Mano?

Fin dall’inizio della mia professione ho voluto occuparmi di Chirurgia della Mano. Ho seguito molti anni di formazione specialistica in ortopedia, in chirurgia plastica e in microchirurgia. Ho deciso poi di sostenere gli esami di certificazione in Chirurgia della Mano presso il Board della Federation of the European Societies for Surgery of the Hand (EBHS of FESSH) e la rigorosa selezione per diventare membro della American Society for Surgery of the Hand (International member of ASSH).

Abbiamo definito il chirurgo della mano come un “super-specialista” di tutte le strutture che compongono l’arto. In cosa consiste esattamente il suo lavoro?

Il mio lavoro di chirurgo della mano consiste nell’aiutare il paziente a riportare il braccio alla funzione normale il più velocemente possibile. Ciò richiede, in primis, un’attenta valutazione clinica della mano, che consideri contemporaneamente tutti i diversi tipi di tessuto che ne consentono il funzionamento. La complessità anatomica e le ridotte dimensioni di queste strutture limitano infatti la capacità diagnostica di molti esami strumentali standard. In collaborazione con la Diagnostica per Immagini Koelliker, il nostro Centro di Chirurgia della Mano si avvale per questo di apposite apparecchiature studiate per un’efficace indagine diagnostica degli arti superiori.

Quali sono i sintomi o motivi che dovrebbero spingere un paziente a rivolgersi a uno specialista della mano?

Il primo motivo è il dolore: alle dita, alla mano, al polso, o alla regione del gomito. Un altro motivo è rappresentato da un deficit di funzione dell’arto superiore, come la riduzione della forza e del movimento, eventualmente associato a ridotta sensibilità o presenza di formicolii all’estremità della mano o delle dita. Ma non bisogna dimenticare anche il lato estetico, per la presenza di neoformazioni (come dei gonfiori) o delle deformità (alterazioni del normale aspetto), o anche la presenza di cicatrici che possono essere al contempo anti-estetiche e anti-funzionali.

Quali sono le malattie della mano più diffuse e che tipo di paziente affliggono maggiormente?

Le patologie di questa area interessano diversi tipi di paziente. Sono ad esempio molto comuni tra chi pratica sport – si pensi al gomito del tennista – o tra chi svolge nella propria quotidianità lavori manuali. Ma possono anche avere origini congenite o degenerative, come nel caso della Rizoatrosi o l’Artrite Reumatoide. Altre patologie comuni sono il Tunnel Carpale, il Dito a Scatto, il Morbo di Dupuytren, le Cisti Tendinee e altre problematiche derivanti dall’alto stress a cui sono soggetti gli arti superiori.

Il Centro di Chirurgia della Mano Koelliker si propone di trattare le patologie di mano, polso e gomito con tecniche e tecnologie innovative. Quali sono?

Il 90% delle mie operazioni viene effettuata attraverso l’artroscopia, ovvero strumenti di ingrandimento che mi permettono di studiare meglio le strutture anatomiche e ripararle con maggiore accuratezza. Oggi grazie a questa tecnica si possono fare alcune operazioni che prima non potevamo fare, come ad esempio ricucire un’arteria in amputazione, o un nervo. La tecnica artroscopica permette di operare senza dover aprire chirurgicamente l’area in questione: si praticano piccolissime incisioni cutanee in cui si inserisce l’artroscopio, uno piccolo strumento a forma di cannuccia dotato di una telecamera e una fonte luminosa. Il vantaggio di queste tecnologie è di permettere al chirurgo una maggiore capacità visiva e una conseguente precisione prima impensabile.

Un esempio?

Un esempio possono essere le Cisti, le quali fuoriescono dalle articolazioni e coinvolgono fasce e tessuti. Con l’artroscopia oggi non devo più tagliare la pelle e cercare la Ciste, mi è sufficiente praticare una piccola incisione e raggiungerla direttamente: a quel punto aspiro il liquido contenuto al suo interno, la sgonfio e ne elimino la struttura.

Quindi artroscopia significa minor invasività per il paziente?

Esatto. Il principio alla base di ogni attività chirurgica sulla mano deve essere quello di ridurre al minimo il trauma. Una piccola cicatrice post intervento ci sarà, ma la conoscenza approfondita dell’arto permette al chirurgo della mano di posizionarla in un punto in cui non interferirà con il movimento. La cucitura dell’area avviene attraverso un filo sottilissimo, diverso da quello atto alla chirurgia ortopedica, rispettando la curva armoniosa della mano. Il vantaggio dal lato del paziente è quindi la riduzione dell’invasività, in quanto la cicatrice sarà piccola e facilmente rimarginabile. Gli interventi chirurgici della mano sono sempre più eseguiti in regime ambulatoriale o di chirurgia “di giorno”, con al massimo una notte di ricovero per la maggior parte dei casi.

La minor invasività prevede anche tempi di riabilitazione più brevi?

Le tempistiche di riabilitazione sono molto più veloci: infatti eliminando il trauma aggiuntivo, ovvero lavorando sulle lesioni senza creare un danno chirurgico, ci sarà meno gonfiore post operatorio e si ridurranno anche i giorni di riabilitazione fisioterapica.

Suggerisce sempre di operare quando si rilevano problemi all’arto?

Assolutamente no. I chirurghi della mano sono solitamente anche  esperti nel trattamento fisiokinesiterapico delle patologie della mano. Infatti, spesso si raccomandano opzioni di trattamento non chirurgico, inclusa la terapia manuale, terapia fisica e occupazionale per ripristinare il movimento e ridurre o eliminare il dolore. Spesso questa si rivela fondamentale per la buona riuscita dell’intervento e può essere necessario eseguire queste terapie come fase preliminare dello stesso intervento chirurgico. Qui al Koelliker il centro di Chirurgia della Mano collabora con quello di Fisioterapia e questo è molto importante per permettere una terapia efficace nel più breve tempo possibile.

Cosa consiglia quindi a chi accusa dolori o disfunzioni a mano polso e gomito?

Consiglio di cercare uno specialista della mano e richiedere una prima visita conoscitiva.
Solo attraverso il contatto diretto con il paziente, osservando come muove l’arto e capendo il tipo di necessità che la persona ha, lo stile di vita e l’uso che ne fa, il chirurgo della mano potrà scegliere il trattamento chirurgico o fisioterapico adatto. Ad esempio, un operaio avrà la necessità di mantenere nell’arto un certo tipo di forza, mentre una signora probabilmente avrà più bisogno di salvaguardare l’aspetto estetico. D’altronde la mano è il nostro modo di relazionarci con il mondo e di trasformare in azione i nostri pensieri.

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