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Ipertensione e Obesità nei Bambini

Ipertensione e Obesità nei Bambini


L’obesità e le complicazioni associate (diabete steatosi epatica e ipertensione) rappresentano sfide cruciali a livello globale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’obesità è più che raddoppiata dal 1980, con circa 2 miliardi di adulti in sovrappeso e oltre 600 milioni di obesi. Per questa ragione l’Ospedale Koelliker ha deciso di promuovere l’iniziativa SOS PESO, che affronta l’obesità nei bambini e il correlato rischio di ipertensione.

 

Non solo una questione da “grandi”

Le statistiche sull’obesità infantile sono ancora più spaventose, con 42 milioni di bambini sotto i 5 anni d’età considerati sovrappeso o obesi (dati del 2013). Il 20,9% dei bambini nella fascia di età 8-9 anni è sovrappeso e il 9,8% è obeso, secondo il Ministero della Salute. Un bimbo in sovrappeso su 20 ha la pressione elevata e un obeso su 4 è iperteso.

L’ipertensione non è solo una questione da “grandi”: anche bambini e adolescenti possono avere valori di pressione troppo alti. Il problema è però sottostimato perché in età pediatrica la pressione non sempre viene misurata.

Circa il 4% dei bambini e dei ragazzi italiani ha la pressione alta. Tra le cause: troppe calorie, troppo sale e zucchero nei cibi, vita sedentaria, poco movimento e uso eccessivo di internet.

A portare l’attenzione sull’argomento sono gli esperti, che si sono ritrovati a Firenze dal 6 al 9 ottobre 2016 in occasione del XXXIII congresso nazionale della Società italiana di ipertensione arteriosa (Siia).

E’ stato presentato il primo gruppo di studio su ipertensione e rischio cardiovascolare in età pediatrica, promosso dalla Siia in collaborazione con la società italiana di pediatria (Sip).


Ipertensione e Obesità nei Bambini.

“Tale patologia e le sue gravi complicanze – afferma Gianfranco Parati, presidente della Siia – si combattono efficacemente solo iniziando presto, prima che questa condizione abbia fatto danni a cuore e vasi arteriosi”.

 

“Un bambino iperteso – spiega Simonetta Genovesi, ricercatrice del dipartimento di Medicina e Chirurgia, università degli studi Milano-Bicocca e membro della Siia – sarà molto probabilmente un adulto iperteso, quindi a rischio di patologie cardiovascolari, che oggi rappresentano la prima causa di morte e di spesa sanitaria nei paesi occidentali. Per lavorare in modo produttivo su questo tema, è necessaria la collaborazione con i pediatri”.

 

Sul banco degli imputati ci sono anche altre cattive abitudini, come sottolinea Genovesi:
“In Italia abbiamo condotto studi che sottolineano come esista una correlazione tra il tempo trascorso su pc, tablet e smartphone e dipendenza, obesità e ipertensione. È dimostrato infatti che l’attività fisica, 30 minuti al giorno, per almeno quattro volte alla settimana, consenta di ridurre i valori della pressione mentre l’uso eccessivo di internet aumenti anche le possibilità di diventare in sovrappeso”.

 

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