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Crioconservazione dei tessuti, il professor Ferracini a TG5 Salute

Crioconservazione dei tessuti, il professor Ferracini a TG5 Salute


L’ortopedico del Koelliker ha parlato di una nuova opportunità terapeutica nata in collaborazione con la Tissue and Cell Factory (TCF) Banca della Cute della Città della Salute di Torino e destinata ai pazienti che non possono sottoporsi a un intervento di protesizzazione.

 

Il professor Riccardo Ferracini, ortopedico dell’Ospedale Koelliker di Torino e docente dell’Università di Genova, è stato ospite di “TG5 Salute”, il programma condotto da Luciano Onder che Canale 5 dedica ogni giorno alla salute.
Il professor Ferracini ha parlato di crioconservazione del tessuto adiposo ricco di cellule staminali mesenchimali. «Grazie all’efficacia rigenerativa ed antinfiammatoria delle cellule presenti nel tessuto adiposo, questi trattamenti rappresentano il migliore trattamento conservativo per bloccare l’evoluzione dell’artrosi di anca, ginocchio e ridurre la sintomatologia dolorosa. Inoltre, trattandosi di un prodotto autologo, ovvero derivato dal tessuto del paziente stesso, i trattamenti non comportano alcun rischio di effetti collaterali o avversi, quali intolleranza, allergia o rigetto», ha spiegato il professore.
Grazie alla collaborazione tra Tissue and Cell Factory (TCF) Banca della Cute della Città della Salute di Torino e Ospedale Koelliker di Torino, sarà possibile annoverare per la prima volta in Italia questo trattamento tra le possibilità terapeutiche in campo ortopedico.
«Da oggi, grazie alla crioconservazione – aggiunge il professor Ferracini – dopo il primo trattamento sarà possibile sottoporre il paziente a successive reinfusioni di tessuto provvisto di adeguati standard di qualità e sicurezza, distanziate nel tempo per prolungarne e potenziarne l’efficacia senza ulteriori prelievi e anestesie». Si ottiene in questo modo una riduzione dell’impatto dell’intervento chirurgico sul paziente con ricadute positive sulla ripresa post-procedurale aumentando l’efficacia di cura. Più specificatamente, una parte del tessuto adiposo prelevato durante il primo trattamento sarà congelato presso la TCF Banca della Cute e potrà essere reinfuso nel paziente stesso (ginocchio o anca) per almeno due volte nell’arco dei quattro anni successivi al primo intervento. Le reinfusioni avverranno in ambito ambulatoriale alla stregua di una qualsiasi altra infiltrazione.
«Si tratta – conclude il professor Riccardo Ferracini – di un’importante nuova opportunità terapeutica per pazienti che hanno una forma di artrosi iniziale ma sintomatica che non giustifica la sostituzione protesica, per pazienti che non possono affrontare un intervento gravoso come la protesi o per pazienti ancora troppo giovani per sottoporsi a un intervento di protesizzazione».

 

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