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Con la nuova divisione di chirurgia plastica koelliker potenzia il servizio di vulnologia


Pazienti con ferite complesse e lente a guarire: per loro l’Ospedale Koelliker con la nuova divisione di chirurgia plastica potenzia il servizio di “vulnologia”, ponendo fine ai loro “pellegrinaggi” sanitari

Una patologia “dimenticata” che spesso costringe i pazienti a veri e propri pellegrinaggi

La vulnologia(dal latino “vulnus”, che significa ferita),è un settore interdisciplinare della medicina sorto circa una decina di anni fa.La vulnologia si occupa dei processi di riparazione dei tessuti e quindi si rivolge al trattamento di perdite di sostanza più o meno superficiali della pelle (ulcere croniche, piaghe da decubito e in genere le ferite) che non dimostrano alcuna tendenza alla riparazione spontanea e che richiedono particolari provvedimenti non di comune conoscenza. Essa è sempre sostenuta da una patologia sottostante che determina un arresto della cicatrizzazione. Il limite temporale per la definizione di lesione cutanea cronica è sei settimane.

Le lesioni cutanee croniche più note sono quelle da decubito, le più frequenti quelle venose, le più preoccupanti quelle del piede diabetico e le più dolorose le vascolari arteriose in grado di portare, se non curate in modo appropriato, alla perdita degli arti.

Nel complesso oltre 2 milioni di persone ne soffrono in Italia, in particolare anziani (75%) ma anche giovani ed addirittura bambini. Si tratta di una “patologia dimenticata e disprezzata” che spesso costringe i pazienti a veri e propri pellegrinaggi in varie strutture, nella speranza di trovare quella in grado di risolvere il problema.

Il vulnologo è colui che si occupa di queste lesioni cutanee croniche, indipendentemente dalla specialità d’origine che, in ordine di frequenza, può consistere nella chirurgia plastica, vascolare e generale, fino alla geriatria.

Il processo di cura del paziente vulnologico che propone la nuova Divisione di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Koelliker copre tutto il suo percorso, dalla diagnosi sino all’avvenuta guarigione, e prosegue fino ai successivi controlli periodici. Esso consiste nella presa in carico del paziente dal punto di vista olistico e viene applicato anche mediante la collaborazione sinergica tra vari professionisti dedicati (Medici di Medicina Generale, Medici Specialisti vari ed infermieri professionali specializzati). I vari step di cura sono rappresentati dalla diagnosi, dal trattamento causale, dal trattamento locale personalizzato e dall’educazione del paziente e dei suoi familiari o più stretti fornitori di assistenza anche in termini di igiene personale e comportamentale.

L’ottica di base della vulnologia prevede una valutazione interdisciplinare tra i vari professionisti che ruotano attorno al paziente. L’obiettivo è di condividere le informazioni e le conoscenze al fine di raggiungere la guarigione dell’ulcera il più rapidamente possibile, con efficacia ed efficienza temporale.

Tra le risorse primarie vi sono il paziente ed i suoi assistenti, i quali vengono coinvolti completamente nel piano di cure e vengono chiamati ad essere parte attiva del processo di guarigione. Tale coinvolgimento attivoè finalizzato a far ottenere al paziente una responsabilità individuale legata alla gestione della propria salute.

I dati demografici nazionali e regionali evidenziano un progressivo allungamento dell’aspettativa di vita media, con conseguente aumento delle patologie cronico-degenerative, comprese quelle cutanee. Esse hanno la peculiarità di presentare una bassa percentuale di guarigioni ed un’alta percentuale di recidive.

Quali sono le esigenze di un paziente vulnologico?

  • essere preso in carico in modo olistico
  • avere un punto di riferimento costante e continuativo in figure professionali dedicate, qualificate e motivate
  • accedere ad un ambulatorio di riferimento unico, che soddisfi le necessità tecniche degli operatori e quelle curative ed umane del paziente
    L’ambulatorio vulnologico deve poter garantire:
  • la tutela del paziente e la qualità assistenziale durante tutto il percorso diagnostico-assistenziale
  • la presenza di personale infermieristico altamente specializzato e motivato nel campo vulnologico
  • prestazioni pluri-specialistiche con gestione e verifica delle attività svolte
  • conoscenza ed applicazione di linee guida recenti e validate scientificamente
  • elaborazione di protocolli al fine di poter garantire sempre la qualità e la continuità delle prestazioni
  • disponibilità di medicazioni avanzate e di tecnologiche selezionate secondo i criteri di qualità, appropriatezza e farmaco-economia,
  • competenza nella prescrizione e gestione di presidi di alta tecnologia (terapia a pressione negativa, sostituti tissutali biologici e sintetici, innesti, ecc.)
  • elaborazione di programmi educativo-assistenziali personalizzati di nursing vulnologico,
  • relazioni e sinergie con infermieri territoriali, Medici di Medicina Generale, medici specialisti ed altri centri vulnologici di riferimento.

Questo approccio alla vulnologia, già collaudato presso l’ospedale Koelliker grazie al Dr Pietro Ferrando che da tempo se ne occupa, riceve ora una migliore e maggiore implementazione all’interno della nuova Divisione di Chirurgia Plastica, che consentirà un potenziamento di risorse umane, materiali ed organizzative per i delicati pazienti vulnologici.

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